La Cina vieta le importazioni di rifiuti solidi di plastica perché hanno “messo seriamente a repentaglio la salute fisica delle persone e la sicurezza dell’ambiente ecologico del nostro Paese”. Questa decisione sta creando nuovi problemi per tutti; in Europa non c’è nessun posto dove mettere tutti i rifiuti e si deve ancora trovare un modo per gestirli.

 

Secondo i documenti pubblicati dal Dipartimento ambientale del paese, il governo cinese prevede di vietare la plastica importata entro la fine dell’anno. In particolare, il Ministero cinese dell’Ecologia e dell’Ambiente ha annunciato che PE, PET, PS, PVC e altri scarti di plastica post-industriale saranno ricategorizzati come materiali vietati per l’importazione. Non erano stati citati nel divieto di plastica post-consumo già entrato in vigore negli scorsi mesi, così adesso il ban sarà esteso anche a tali scarti.

 

Si apprende che l’intero sistema mondiale di riciclaggio sta crollando perché la Cina non vuole prendere plastica e fibre sporche e contaminate, molte delle quali sono monouso.

 

Ora che effettivamente la Cina non accetta più la spazzatura europea, l’Europa si ritrova già ad affrontare una emergenza plastica, un problema da 25,8 milioni di tonnellate: a tanto ammonta il peso dei rifiuti di plastica prodotti ogni anno nel Vecchio Continente, di cui solo il 31% viene raccolto e avviato a riciclo, con il fatto che a recuperare la plastica erano stati finora soprattutto gli impianti cinesi.